Collezioni

Le collezioni, riferite al territorio valdostano e conservate presso il Museo, sono il risultato di donazioni, di raccolte effettuate da specialisti nei vari settori delle scienze naturali e di prestiti da parte di Istituzioni e di privati.
Si tratta prevalentemente di reperti relativi al XX secolo e, in minor misura, alla seconda metà del secolo precedente.


Minerali e rocce

minerali

Collezioni mineralogiche e petrografiche

Il nucleo delle collezioni mineralogiche e petrografiche del Museo Regionale di Scienze Naturali è costituito dalle raccolte del canonico Pierre-Louis Vescoz, da lui donate nel 1905 al Musée de la Société de la Flore Valdôtaine.
Tali collezioni, comprendenti essenzialmente campioni provenienti dalla Valle d'Aosta, si incrementarono col tempo grazie a frequenti donazioni e vennero descritte dal curatore del Museo, il padre benedettino Auguste Engasser, in un articolo pubblicato nel 1923 nel Bulletin de la Société de la Flore Valdôtaine.
Nel 1934, quando a causa di difficoltà logistiche il Museo dovette cedere in prestito le sue collezioni naturalistiche alla Scuola Militare Alpina, i campioni di minerali e rocce ammontavano a 950.
Nel 1975 la Société de la Flore Valdôtaine rientrò in possesso delle sue collezioni, purtroppo in parte danneggiate e depauperate, e grazie a successive donazioni, tra le quali si ricorda quella dell'ing. Emilio Margary, riuscì nel 1986 ad allestire una sala del Museo Regionale di Scienze Naturali dedicata a "Minerali e Rocce".


Licheni

La collezione lichenologica dell'Abbé Henry

Tra le collezioni botaniche conservate presso il Museo particolare interesse riveste una raccolta di licheni valdostani dell'Abbé Henry (1870–1947), una delle figure di maggiore spicco nella storia della Valle d'Aosta.

La passione per la montagna, unitamente a quella per gli aspetti naturalistici della Regione, e in particolare per quelli della Valpelline, hanno contribuito a diffondere la fama dell'Abbé non licheni solo in campo alpinistico ma anche naturalistico e botanico in particolare.

Dotato di spirito di osservazione e di una cultura scientifica non comune è stato, infatti, un attento naturalista. Queste doti lo condurranno, durante le sue innumerevoli ascensioni alpinistiche, passione principale dell'Abbé, ad importanti ritrovamenti che si tradurranno in numerose pubblicazioni scientifiche e in interessanti collezioni botaniche ed entomologiche.

Dalle sue frequentazioni in quota, in relazione alle imprese alpinistiche, scaturisce l'interesse anche per i licheni che si concreta in intense campagne di raccolta condotte nel periodo 1910-1920 e i cui risultati sono stati pubblicati in sei articoli apparsi sul Bulletin de la Flore Valdôtaine. Ulteriori sporadiche segnalazioni sono contenute, inoltre, nei resoconti delle imprese alpinistiche dell'Abbé.

Malgrado le difficoltà dell'epoca e l'isolamento geografico Henry si è avvalso, per la determinazione di molti campioni, della collaborazione di due valenti lichenologi, l'italiano Antonio Jatta e il francese Maurice Bouly de Lesdain. Una parte del materiale raccolto dall'Abbé durante le sue esplorazioni lichenologiche è conservato oggi presso il Museo Regionale di Scienze Naturali. Alla fine degli anni '80 gli exsiccata sono stati oggetto di un riordino e catalogazione ed è stata avviata la rideterminazione del materiale.

La collezione consta di 170 campioni incollati (da uno sino ad un massimo di undici) su 60 tavole di cartoncino rigido. Non sono state, invece, reperite informazioni su quelle che dovevano essere consistenza e modalità di allestimento dei materiali della collezione originaria.

La raccolta, come del resto tutto l'Erbario fanerogamico della Société de la Flore Valdôtaine, è rimasta giacente per alcuni anni presso la Scuola Militare Alpina di Aosta, ove ha subito profondi rimaneggiamenti. Tuttavia studi condotti hanno permesso di attribuirne la paternità all'Abbé in quanto è stata riscontrata un’elevata corrispondenza tra le pubblicazioni di Henry e i campioni della collezione (circa l'80%).

Purtroppo il rimaneggiamento subito e la perdita certamente di informazioni durante la trascrizione delle etichette priva la collezione di buona parte del suo significato scientifico, mentre rimane intatto il valore storico: essa è infatti la prima consistente collezione lichenologica proveniente esclusivamente dal territorio valdostano. Nel settore dedicato ai licheni del vecchio allestimento una teca era stata dedicata all’Abbé con l’esposizione anche di due tavole della collezione.


Erbari

La collezione di flora vascolare (comprendente pteridofite, gimnosperme e angiosperme) del Museo Regionale di Scienze Naturali ammonta attualmente a oltre 4.000 campioni d'erbario. Questi non sono esposti nelle sale ma conservati in speciali armadi, dove sono suddivisi per collezione e per categoria sistematica e protetti in cartelline rigide. Gran parte dei reperti sono stati raccolti in Valle d'Aosta, ma non mancano campioni provenienti da altre parti d'Italia e, più raramente, da Paesi stranieri.

Su richiesta, l'erbario del Museo può essere consultato per documentati motivi di studio o di ricerca. Lo schema seguente illustra sinteticamente le collezioni d'erbario del museo:


Nome erbario Descrizione N. fogli Epoca di raccolta Anno di acquisizione
Erbario storico della Société de la Flore Valdôtaine E’ ciò che resta della collezione storica della Société de la Flore Valdôtaine, in origine più ricca 1167 Inizio '900 1895 (prestito da parte della S.F.V)
Nuovo erbario della Société de la Flore Valdôtaine E’ l’attuale erbario ufficiale del Museo che vien integrato continuamente dalle raccolte compiute nel corso delle ricerche svolte in Valle d’Aosta 2588 Dal 1986 1986 (costituzione)
Erbario anonimo (donazione Nosenzo) Comprende raccolte compiute in Val d’Ossola e ai piedi occidentali della Serra d’Ivrea; parte della collezione forma un interessante erbario fitopatologico 271 1927-1934 1996
Erbario Vergnano Erbario donato da Ornella Vergnano gambi comprendente per lo più campioni raccolti dalla stessa e dal padre 621 1911-1981 1992
Erbario Desfayes Erbario donato da Michel Desfayes, comprendente per lo più campioni raccolti negli anni ’80 e ’90 nelle zone umide della Valle d’Aosta, integrati da alcuni reperti storici 221 1896-1996 1996
Erbario Marchetti Erbario donato da Dino Marchetti, comprendente soprattutto campioni raccolti nelle Alpi Apuane, con particolare attenzione alle Pteridofite 175 1982-1998 1998

Erbario storico della Société de la Flore Valdôtaine

Nel 1858 ebbe luogo ad Aosta una storica riunione, nel corso della quale venne fondata una Società valdostana di scienze naturali che anni più tardi, nel 1884, prese il nome di Société de la Flore Valdôtaine. Ideatore dell'iniziativa fu il canonico Georges Carrel (1800-1870), noto alpinista e naturalista. L'attività iniziale fu dedicata alla creazione di un erbario sociale e di una raccolta di minerali. Ben presto questa prima iniziativa erbario si arenò e solo nel 1884 il successore di Carrel, il canonico Edouard Bérard (1825-1889), decise di far rivivere l'antico progetto, anche se l'esperienza passata gli consigliò di limitare il campo d'azione alla sola botanica, che contava allora in Valle d'Aosta un buon numero di appassionati. Anche in questo caso si decise di costituire un erbario, al cui allestimento si dedicò con passione il nuovo presidente, ma anche questa volta, dopo l'entusiamo iniziale, l'attività cominciò a languire. Un ulteriore colpo venne inferto dalla morte di Bérard nel 1889.

Si dovette aspettare la fine del secolo perché l'iniziativa finalmente decollasse grazie a personaggi come l'abate Joseph-Marie Henry, che fu presidente della S.F.V. dal 1901 al 1941, al professore Lino Vaccari, botanico di fama che diede una spinta decisiva agli studi floristici in Valle d'Aosta, e al canonico Pierre-Louis Vescoz, appassionato collezionista di minerali e animali, che nel 1905 venne nominato primo conservatore del Musée de la Flore Valdôtaine, nucleo iniziale di quello che diventò l'attuale Museo Regionale di Scienze Naturali. Mentre i vecchi erbari erano ormai per lo più andati perduti, Lino Vaccari diede un contributo fondamentale per la creazione di un nuovo erbario sociale che nel 1922 contava oltre 2000 campioni: "' Il contient plus de 2000 exemplaires de plantes herbacées, recueillis par le Prof. Lino Vaccari et par des collaborateurs dans tous les coins des nos Alpes, classifiés avec soin, étendus sur des pages blanches et minutieusement étiquetés (Anonimo, 1922)".

Nel 1934 il Museo, sfrattato dalla sua sede, dovette cedere a titolo di prestito le collezioni naturalistiche, e quindi anche l'erbario, alla Scuola Militare Alpina di Aosta; qui l'erbario rimase fino al 1975, quando vene restituito con le altre raccolte alla rinata Société de la Flore Valdôtaine, rimasta inattiva per oltre un trentennio.

Degli oltre 2000 campioni d'erbario dichiarati nel 1922, meno di 1200 erano quelli rimasti. Il danno maggiore l'erbario lo subì però a causa del totale rifacimento dei cartellini fatto presso la Scuola Militare Alpina poco dopo l'acquisizione (come si deduce dai nomi italianizzati delle località valdostane). Questo ha portato alla perdita dei dati originali, in parte non ricopiati e spesso ricopiati male; i nuovi cartellini apposti riportano infatti solo il nome della specie, la località di raccolta (in genere indicata in maniera molto vaga e spesso imprecisa) e la quota, ma mancano data e nome del raccoglitore. I campioni sono fortunatamente in genere ben conservati, ma l'erbario ha praticamente perso gran parte del suo valore scientifico, conservando solo quello storico e affettivo.


Nuovo erbario

Con la nascita del Museo Regionale di Scienze Naturali, oltre all'acquisizione di collezioni naturalistiche già esistenti donate o date a titolo di prestito al Museo, si è provveduto alla creazione di collezioni proprie del Museo, comprendenti i reperti raccolti nel corso di campagne di ricerca promosse dall'ente o in occasione di studi assegnati dallo stesso.

Nasce in questo modo, nel 1986, il Nuovo erbario della Flore Valdôtaine, il cui nome non indica una specifica appartenenza ma vuole essere dedicato all'associazione che da più di un secolo promuove gli studi botanici in Valle d'Aosta; in questo erbario possono comunque convergere anche i materiali raccolti dai membri della S.F.V. che resta legata alle origini del Museo Regionale di Scienze Naturali a alla sua attuale evoluzione. Gli scopi di questo erbario riprendono quelli che si proponevano i fondatori della Société de la Flore Valdôtaine, visti in un'ottica scientifica più moderna:

  • conservare i reperti raccolti nel corso delle ricerche floristiche compiute in Valle d'Aosta;
  • conservare i reperti che testimoniano le scoperte di specie significative riportate su pubblicazioni scientifiche (es. prime segnalazioni di una specie nella regione);
  • creare una collezione completa delle specie presenti nella regione.

Tutti i dati relativi ai campioni vengono informatizzati con cura al momento del loro inserimento nell'erbario.


Invertebrati

invertebrati

Oltre agli esemplari esposti al pubblico appartenenti a diversi ordini, il Museo conserva alcune collezioni di Coleotteri e di Lepidotteri.

La collezione Hellman, Brockmann e Kristall comprende esemplari di macrolepidotteri. La regione si rivela estremamente ricca da questo punto di vista, presentando1141 diverse specie tra cui alcuni endemismi, presenti nella collezione, come Pharmacis anselminae Teobaldelli, Pharmacis claudiae Kristal & Hirneisen, Plebejus pylaon augustanus Mentzer, Polyommatus humedasae Toso & Balletto e diverse specie rilevate per la prima volta in Italia.

La collezione Manino include 143 specie diverse di farfalle diurne esposte nella sala dedicata agli Insetti.

La collezione Bocca-Debernardi consta di esemplari appartenenti all’ordine dei Coleotteri, famiglie dei Curculionidae, Bruprestidea, Cerambycidae e Carabidae.


Uccelli

uccelli

La collezione ornitologica, composta da circa 700 reperti, è formata da collezioni di origine storica provenienti dall'originario Museo de la Societé de la Flore Valdôtaine, da collezioni che la Regione Valle d'Aosta ha acquistato dalla LIPU e poi ha ceduto al Museo, dalla collezione Bocca, privata, e da donazioni di privati.

Purtroppo i reperti appartenenti alle collezioni della Societé de la Flore Valdôtaine e della LIPU sono privi di dati e quindi non hanno valore scientifico.

La collezione Bocca (367 reperti) è invece completa di dati identificativi.

Il settore ornitologico è arricchito dalla presenza di una collezione di uova, di provenienza non valdostana, acquistate dall'oologo Aldo Pazzuconi autore dell'unico trattato di oologia italiana.

Di particolare interesse è l'esemplare di Gipeto: si tratta infatti dell'ultimo adulto ucciso sulle Alpi nel 1913. Conservato dapprima a cura del C.A.I., passò successivamente al gruppo Scout di Aosta, finché nel 1985 fu acquistato dal Museo.


Mammiferi

mammiferi

La collezione di mammiferi è composta da più di 65 reperti, la maggioranza dei quali di proprietà dell'Ente Museo. Una parte proviene dall'originario Museo de la Societé de la Flore Valdôtaine, mentre gli altri reperti appartengono a collezioni private.

Di particolare rilievo storico sono i due esemplari di Gatto Selvatico (appartenenti rispettivamente alla Societé de la Flore Valdôtaine e al Museo di Saint-Pierre), un esemplare di Lince e uno di Orso (entrambi di proprietà dell'Università di Torino, Dipartimento di Biologia animale) ed infine un esemplare di Lupo (proprietà del Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze).

La collezione osteologica è stata data in comodato al Museo dal Parco Nazionale del Gran Paradiso.